Palermo – Alla fine, dopo un percorso ad ostacoli caratterizzato da polemiche, rinvii, revisioni, interpellanze, presentazioni, questionari alla cittadinanza, assemblee e ratificazioni ministeriali, il P.U.M.S. approda in Consiglio Comunale.
Ma cosa è realmente il PUMS?
E’ uno strumento di pianificazione strategica che, in un orizzonte temporale di circa 10 anni, ha il compito di sviluppare una visione di sistema della mobilità urbana delle persone e delle merci con l’obiettivo di migliorarne la qualità della vita nelle città e nei loro dintorni.
Il PUMS, come da Decreto Ministeriale (D. 4 agosto 2017 che ne dispone le linee guida) è obbligatorio in tutte le Città Metropolitane e in quelle che hanno più di 100.000 abitanti, mentre è “consigliato” per tutte le altre.
La parte di PUMS relativa alla logistica e mobilità delle merci è il Piano Urbano della Logistica Sostenibile (PULS).
Le politiche e le azioni individuate dal PUMS e PULS vengono attuate a livello urbano dai Piani Generali del Traffico raffico Urbano (PGTU).
Quale “assetto ciclabile” dovrà avere la città? In che modalità dovranno essere privilegiati gli spostamenti?
Insomma, un’impronta più incisiva che, successivamente, il Pgtu e i suoi piani attuativi dovranno dare alla cittadinanza.
Dal comunicato stampa del Comune di Palermo, la strategia principale del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della città di Palermo è quella di indurre un riequilibrio della domanda di trasporto tra collettivo e individuale, in modo da ridurre la congestione e migliorare l’accessibilità da e verso le periferie urbane, attraverso l’adozione di una politica della mobilità sostenibile che favorisca l’uso del trasporto collettivo ed in particolare delle linee di tram. Il PUMS si inserisce in uno scenario di interventi già programmati dall’Amministrazione comunale e che riguardano il nuovo sistema del tram, il passante ferroviario, l’anello ferroviario, la metropolitana automatica leggera, le nuove piste ciclabili e la micromobilità, le nuove infrastrutture stradali ed il potenziamento del trasporto pubblico urbano.
La previsione di investimenti entro il 2024 è di circa 450 milioni di euro, già stanziati, e di quasi un miliardo e 450 milioni entro il 2030, per un totale complessivo di quasi un miliardo e 900 milioni.
Gli investimenti dei prossimi anni saranno decisivi e non possiamo che essere soddisfatti per il percorso partecipato del PUMS che, dopo la positiva valutazione del Ministero e l’avvio della procedura ambientale, arriva nei tempi previsti all’ordine del giorno del Consiglio comunale.
La parola passa al Consiglio Comunale che potrà bocciare, modificare e approvare con le dovute migliorie/proposte.


Il 15 febbraio 2021 l’assessorato regionale Ambiente e Territorio ha rispedito indietro al Comune il Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) .
L’ex consigliere regionale Giorgio Ciaccio in quella occasione dichiarò :
“ La commissione tecnica regionale ha messo nero su bianco 11 pesantissime osservazioni, che di hanno di fatto silurano il piano dell’assessore Catania. Ora il Comune dovrà correggete i tantissimi errori, integrare le tante mancanze, acquisire i pareri e le valutazioni che aveva dimenticato di chiedere, pubblicare il rapporto ambientale corretto e avviare nuovamente il processo di ascolto dei cittadini, delle associazioni, e secondo il parere della commissione anche dei comuni vicini visto che il Pums incide anche sugli spostamenti da questi verso Palermo e viceversa. …….Un processo che, visti i tempi dell’amministrazione comunale, potrebbe durare almeno altri due o tre anni, cioè andare oltre la durata di questa sindacatura”…….: “Non possiamo continuare ad affidarci all’improvvisazione o all’incapacità politica di certi assessori. Non possiamo lasciare che questa gente continui a distruggere la nostra splendida città. Si tratta di una bocciatura pesantissima. Catania è stato bocciato su uno dei suoi principali pilastri politici, cosa ci potrebbe essere di peggio o più mortificante?”
Anche l’attuale assessore Antonio Sala era preoccupato :
” Le osservazioni poste dalla Regione sul Pums non sono poche, vogliamo capire come il Comune intende rispondere e quanto tempo ci vorrà”.
P.S. Come è possibile che il Comune abbia “riscritto” il PUMS, in due mesi correggendo ben “11 pesantissime osservazioni”, cosa che “ visti i tempi dell’amministrazione comunale ci sarebbero voluti almeno altri due o tre anni “?
Appare evidente come da parte della Regione, amministrata dal centro-destra, ci sia l’interesse a demolire il PUMS del comune di Palermo, quindi è probabile che osservazioni su aspetti marginali siano diventati agli occhi degli avversari politici disastri progettuali.
Mettiamoci pure questo nella lista.. nel prossimo commento scriverò che orlando e il miglior sindaco al mondo
Ps tanto è sempre la stessa mano, ci può essere solo uno che lo giudica bene, due (lui escluso) è impossibile
A CHE SERVE IL CONSIGLIO COMUNALE?
Nel febbraio del 2021 “Alla fine, dopo un percorso ad ostacoli caratterizzato da polemiche, rinvii, revisioni, interpellanze, presentazioni, questionari alla cittadinanza, assemblee e ratificazioni ministeriali, il P.U.M.S. (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile )approdò in Consiglio Comunale. Peccato che pochi giorni dopo l’assessorato regionale Ambiente e Territorio rispedì indietro tale piano a causa di ben 11 pesantissime osservazioni.
Sono passati ben 6 anni da allora è Palermo, se non mi sbaglio, non ha ancora un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.
Questa vicenda è una delle tante in cui, da tempo, il consiglio comunale ha dato il “meglio” di sé: l’ immobilismo e la scarsa produttività sono il dato significativo dei vari consigli comunali.
Per esempio, per colpa dell’ immobilismo burocratico e politico del Comune di Palermo e del suo Consiglio comunale, abbiamo perso i fondi per il recupero della foce del fiume Oreto.
Cosa c’è dietro tale immobilismo amministrativo dei consiglieri comunali?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima di tutto chiederci qual’ è obiettivo principale di un consigliere comunale ?
Secondo il GDS, in un articolo di Giancarlo Macaluso, l’ obiettivo principale è …“quello di avere la giustificazione per non andare a lavorare e raggranellare tutti i gettoni di presenza consentiti. Il resto, cioè i problemi della città, possono attendere”.
Certo non è giusto generalizzare ed è sbagliato fare di tutta l’erba un fascio, ma purtroppo la maggioranza dei consiglieri comunali è più interessata ai propri interessi che a quelli della collettività .
Apparentemente la macchina amministrativa comunale continua a funzionare a pieno regime ma cosa produce tutta questa frenetica attività?
Per esempio nel 2025 le sette commissioni consiliari hanno tenuto complessivamente 1.674 sedute, circa 235 ciascuna, quasi una al giorno . Anche in agosto, nel pieno del deserto amministrativo, le convocazioni si sono svolte per tutto il mese.
Cosa ha prodotto questo incredibile attivismo delle commissioni?
Nulla!!!
Il moltiplicarsi delle convocazioni genera davvero decisioni o produce solo….. gettoni di presenza?
Spesso la durata di queste commissioni è quasi …. : il tempo di registrarsi e incassare il gettone di presenza e poi….. tutti a casa.
E mentre non si ha tempo per discutere del recupero della foce del fiume Oreto, i consiglieri si sono aumentati il Gettone di presenza che è passato da circa 97 euro a……. 191,92 euro lordi a seduta.
COMPLIMENTI!!!!
Il problema non è solo di questa consiglio comunale: anche nel passato il “grande attivismo” produceva solo…. gettoni di presenza.
Ma la colpa è solo dei consiglieri comunali o anche di noi cittadini che li abbiamo eletti?